Non faccia la vittima chi sta diventando il carnefice della nostra storia

LInchiesta 25 agosto 2017

La replica di Sacco alla mie domande circa la sua conoscenza della storia del nostro paese, che un amministratore che voglia definirsi tale ha il dovere di conoscere a menadito, è un inutile tentativo di deviare l’attenzione, spostandola su aspetti che esulano da quello che è il tema centrale. La strategia è chiara: accreditarsi sempre come vittima e mai come carnefice. E spiegherò perché carnefice.

Resta il fatto però che alle mie sollecitazioni non ha risposto e ancora oggi non ha chiarito se corrisponde al vero il fatto che ha dichiarato che l’Angelico Dottore ha trascorso l'infanzia nella casa ai piedi del monte Asprano.

Troppo comodo e troppo facile buttarla in caciara, alimentando la presunta esistenza di attacchi personali. Il mio intervento lungi dall’essere rivolto al Sacco uomo e professionista, rispetto al quale mi guardo bene dall’esprimere giudizi e considerazioni, anche perché non mi interessa farlo, è rivolto al Sacco sindaco di Roccasecca, città dalla tradizione e dalla storia unica e straordinariamente importante, che non può essere svilita con dichiarazioni risibili. Non è accettabile, né tollerabile. E va stoppato in tempo utile, prima che sia troppo tardi.
Oltre all’ignoranza, dal latino ignorare, non conoscere, rispetto alla storia della casa di Tomas Iudex, come recita l’iscrizione all’ingresso della struttura, questa Amministrazione sta pericolosamente evidenziando anche altre falle. Mi riferisco, per esempio, alla pubblicazione dell’opuscolo turistico “CulTurismo”, il cui nome è già tutto un programma, nel quale non solo non viene menzionata tra le attrazioni da visitare proprio la cosiddetta Casa di S. Tommaso, ma il nostro più illustre concittadino viene sempre indicato come S. Tommaso d’Aquino, con la d minuscola, che indica la provenienza e non il casato. Non è questo un aspetto secondario, perché la forma è sostanza e perché generazioni di roccaseccani e di amministratori si sono sempre battuti per questo.
Ci voleva Sacco per interrompere questa tradizione.
Vittima non è, ma carnefice.
Carnefice della ricchezza più importante del nostro paese: la sua storia.
E’ questo l’unico risultato che può intestarsi dopo un anno di amministrazione.
A meno che non si aggiunga il conto della differenza tra fiori innaffiati e fiori seccati.
Affidiamoci a San Tommaso D’Aquino per il futuro, che almeno ci pensi lui, visto che è il patrono degli studenti: interceda perché il sindaco approfondisca la materia della nostra storia e non venga rimandato come in questo caso.
Non si amministra con le fake news, ma con la preparazione.

Antonio Abbate

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Antonio Abbate

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