Replica a Sacco

Linchiesta 1.6.2017

Va bene il dibattito e anche lo scontro politico, va bene che la maggioranza come le opposizioni difendano le loro posizione, purché si resti, appunto, nell’ordine del rispetto reciproco e non si insultino le professionalità così come le capacità dell’interlocutore. Il consigliere di minoranza Antonio Abbate ha pensato molto prima di replicare al sindaco Giuseppe Sacco quando (a margine del consiglio comunale che si è tenuto domenica scorsa nel quale è stato approvato il consuntivo 2016 e quando le opposizioni hanno presentato tre mozioni) ha definito surreale la proposta di votare le tre mozioni dalle minoranze.«Il sindaco - ha commentato Abbate - pur di non ammettere di aver snobbato le proposte della minoranza non ammettendole al voto, ha ben penato di stravolgere il significato di mozione per giustificare un atteggiamento che, con molta probabilità, anche i suoi più sfrenati sostenitori avrebbero potuto criticare. Mi preme allora ricordare al sindaco Sacco (che forse è ancora digiuno delle normative che regolano il consiglio comunale o forse preferisce ignorarle per suo comodo) che basta cliccare su Wikipedia, visto che sia lui che i suoi sono particolarmente avvezzi al mondo del web, per appurarne il significato. “La mozione è un testo sottoposto al voto in una assemblea elettiva (Camera, Senato, Consiglio regionale, ecc.) teso ad indirizzare la politica del Governo (o della Giunta, nel caso degli Enti locali) su un determinato argomento.È quindi il principale strumento dell'attività di indirizzo politico degli organi rappresentativi nei confronti del potere esecutivo.Nel Senato e nella Camera sono esaminate e votate con procedure simili a quelle dei progetti di legge (discussione in linea generale, esame degli emendamenti, dichiarazione di voto e votazione)”.

Le mozioni, quindi, come è ben facile comprendere da queste poche e chiare righe sono proposte che la minoranza è legittimata a sottoporre al Consiglio che di conseguenza ha il dovere di votarle. Valgono a poco le considerazioni del sindaco che, invece, le ha definite una polemica strumentale. Ci si chiede invece per quale motivo abbia omesso, nel suo lungo intervento, di citare l’oggetto delle mozioni. Forse perché sa benissimo che riguardano tre argomenti particolarmente sentiti dalla cittadinanza che non avrebbe compreso il motivo per il quale un’amministrazione che si dice aperta al confronto, al cambiamento e via dicendo non le abbia accolte. A scanso di equivoci vorrei ricordarle, poiché la circostanza di non averle ammesse al voto fa pensare che o non hanno voluto prendere posizione per il gusto di non farlo o sapevano bene che non sarebbero stati in grado di realizzare quanto chiesto. Si trattava della ricognizione delle zone bianche, del degrado del Parco Archeologico dei Conti d’Aquino e della realizzazione del fotovoltaico al cimitero comunale per evitare le spese elettriche ai cittadini. Avrà avuto paura Sacco a votare tre proposte così semplici e disarmanti. O forse non l’ha fatto perché iniziative del genere dovevano essere programmate senza che la minoranza sentisse il dovere di sottoporle al Consiglio».Ma al di là delle tattiche usate per difendere la posizione assunta in consiglio comunale dalla maggioranza, Abbate non può non tornare sul rispetto reciproco nel momento in cui «pur di sostenere le proprie tesi si è pronti a gettare fango su chi di normative e leggi ne sa qualcosina in più degli attuali amministratori, non fosse altro perché ha governato il paese per circa un decennio. Su chi un po’ di esperienza l’ha maturata e sa benissimo qual è l’iter da adottare riguardo le mozioni consiliari.Sacco e i suoi farebbero bene a tornare sui binari del reciproco rispetto, anche perché dileggiare le iniziative degli altri potrebbe essere la via giusta da percorrere ora, quando ancora l’euforia accumulata dai suoi supporters in campagna elettorale è tanta da non permettere loro di constatare quanto l’auspicato cambiamento si regge solo sulle parole e per niente sui fatti».Infine ma non per ordine di importanza, Abbate ricorda a Sacco la tanto osannata diretta streaming del Consiglio comunale che avrebbe dovuto essere lo strumento alternativo per permettere ai cittadini di seguire i lavori finita «come tante altre cose nel dimenticatoio. Eppure sarebbe cosa buona e giusta che Sacco tenesse fede almeno a questa promessa. Consentirebbe ai cittadini di avere la giusta visione di quello che accadde in consiglio, scevri dai condizionamenti degli interventi del sindaco e dei suoi sostenitori web che non perdono occasione per offendere l’operato della minoranza. Ritengo a tal proposito che un’iniziativa di questo tipo sarebbe stata utile nella circostanza in cui l’esternazione del mio collega di minoranza, ritenuta inopportuna, altro non era che un’espressione verbale non dissimile da quelle usate da alcuni membri dell’esecutivo. Il sindaco, benché giovane, imparerà che la politica è fatta di tanti aspetti, anche di scontro serrato: tra questi non si include l’insulto alle competenze o alle persone. In questo caso non si tratta di politica ma di chiacchiere da bar che spesso hanno uno spessore anche più alto».                                                 Antonio Abbate

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Antonio Abbate

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