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Replica al sindaco Giorgio sul contenuto della sentenza della Corte dei Conti

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Leggo nelle pagine odierne della carta stampata locale la replica del sindaco Giorgio al comunicato stampa con il quale, qualche giorno fa, annunciavo la mia soddisfazione per la sentenza della Procura regionale della Corte dei Conti che ha assolto me ed i tanti convenuti tra ex amministratori e dipendenti comunali, da lui segnalati come colpevoli di danno erariale. Avrebbe fatto bene a tacere per evitarci la conferma che l'ignoranza di cui è portatore è senza limiti. Probabilmente non ha letto le 29 pagine che costituiscono la sentenza e, se mai lo avesse fatto, certo non ne ha compreso il significato.

Nessuna prescrizione quale sinonimo di assoluzione, più semplicemente, muovendo dalla eccezione sulla intervenuta prescrizione, questione preliminare sollevata dalla difesa dei convenuti, la Corte ha escluso la responsabilità degli amministratori dell’epoca, per insussistenza del nesso di causalità tra il comportamento (commissivo ed omissivo) dei medesimi, evidenziando, nel contempo, la sussistenza del danno nel periodo che va dal 2008 al 2012, danno certamente non prescritto. In relazione a tali elementi costitutivi dell’illecito (che nulla hanno in comune con la prescrizione che, invece, inerisce gli effetti giuridici del trascorrere del tempo) dice la Corte: “...visto che gli amministratori nel periodo considerato decorrente non risultano più in carica presso l’amministrazione in questione, reputa il Collegio che in allora gli stessi non fossero più nella condizione di destinatari dell’obbligo giuridico di impedire l’evento di danno verificatosi nel suddetto lasso di tempo. Invero, in questi casi il decorso del tempo non è indifferente sul piano della causalità, ma può al contrario comportare che il danno possa essere causalmente rapportato a soggetti diversi da quelli votanti la delibera originaria...”.

Ne deriva, pertanto, che la sola decorrenza del termine prescrizionale non avrebbe garantito alcuna esclusione di responsabilità in capo agli amministratori votanti in caso di sussistenza del rapporto di causalità tra l’originaria delibera e gli inquadramenti illegittimi e i singoli conseguenti pagamenti periodici e/o di sussistenza della imputabilità di ciascun evento di danno ai soggetti votanti la delibera originaria. Solo, infatti, l’esclusione, nel caso di specie , di tali ulteriori elementi costitutivi dell’illecito ha impedito il riconoscimento di qualsivoglia responsabilità in capo agli amministratori convenuti: la responsabilità va al contrario ricercata in capo a chi amministrava nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012.

Invito, quindi, Giorgio ad un bagno di umiltà nell’oceano del rispetto e, magari, ad approfittare di questa occasione, che ha fatto registrare tutta la sua dabbenaggine e la sua ostinazione nel dar contro a chi lo ha preceduto nel governo della Città ed ai dipendenti comunali, per dire tutta la verità ai cittadini di Roccasecca in ordine alla situazione economico-finanziaria del Comune, all’esclusione dei rappresentanti del Comune di Roccasecca nell’ambito del CDA della SAF, alla procedura di assunzione parentale nel COSILAM e, in ultimo, all'annosa questione di Via E. Fermi.

E quando ha la spudoratezza di spostare la polemica sul campo della morale, dimentica , puntualmente, che non potrò mai accettare lezioni di etica da chi, come lui, con sfacciata disinvoltura ha utilizzato il Piano Regolatore per rendere edificabili i suoi terreni in campagna e quelli dei suoi amici, da chi, come lui, non ha esitato ad utilizzare la leva istituzionale per procurare benefici ai suoi parenti, da chi, come lui, dovrebbe chinare il capo per la vergogna in considerazione degli effetti tanto dannosi che la sua mala amministrazione sta producendo per la nostra città.

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Antonio Abbate

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