Le critiche diffuse toccano il nervo scoperto del sindaco di Roccasecca

abbate roccasecca

Dopo le inevitabili e  diffuse manifestazioni di dissenso che stanno bersagliando il sindaco di Roccasecca per la sua più che manifesta incapacità amministrativa, giunge notizia di un suo imminente comizio per dar conto alla cittadinanza del proprio operato.

Serve un comizio del suo sindaco a Roccasecca? Non è sufficiente l'eloquenza dello stato di abbandono in cui versano città e valori, per condannare senza appello lui e la sua giunta?

Serve un comizio per giustificare la mancata realizzazione del nuovo depuratore nella frazione Scalo, l'incapacità a gestire impianti comunali di rilevanza sociale come la piscina pubblica, luoghi di particolare pregio come il chiosco di Viale Paolo VI, servizi importanti come il parcheggio antistante la stazione ferroviaria, l'incuria riservata al Cimitero comunale, il cronico deterioramento delle maggiori strade comunali, l'incapacità a far tesoro di uno strumento istituzionale come l'Unione Cinquecittà, l'agonia di luoghi potenzialmente votati al rilancio culturale e turistico della città come l'area del  castello dei Conti d'Aquino?

Serve un comizio per giustificare le clientelari scelte cui è stato assoggettato lo strumento urbanistico che, senza remora alcuna, ha privilegiato l'urbanizzazione di vaste aree a vocazione agricola, a vantaggio di pochi?

Serve un comizio per sentirsi padrone di una città che, gabbata e lusingata da promesse non mantenute, merita ben altro?

Serve un comizio per minimizzare  sulle molteplici indagini promosse dall'Autorità giudiziaria nei confronti di alcune attività amministrative del Comune di Roccasecca?

Se, poi, ritiene utile non rinunciare a tale strategia, scendendo  in pubblica piazza, continui pure ad enfatizzare la sua rielezione (a dire il vero accompagnata da un consenso limitato, per nulla paragonabile a quello di chi, da sindaco, ha saputo meritarne ben oltre), ma non dimentichi il suo armamentario tradizionale che tanta fortuna gli ha prodotto: molta demagogia e un buon piatto di pecora.

Forse qualcuno abboccherà ancora. 

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Antonio Abbate

sito web ufficiale    tel. 335 622 6601    email antonioabbate@libero.it 
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