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Così è ridotta Roccasecca...

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Stando alle recenti dichiarazioni di Giovanni Giorgio, Roccasecca è quella città in cui la qualità della vita è delle migliori, grazie alla bontà di un modello amministrativo i cui effetti in termini di benessere sociale e progresso sono elevatissimi. Purtroppo, e lo dico con rammarico, la situazione reale non è così.

A Roccasecca io vivo e se mi si userà la bontà di prestare attenzione a queste poche righe e alla documentazione fotografica, è facile convenire sul contrario.
Molta l’enfasi con la quale Giorgio riferisce sul mancato aumento delle tasse nel bilancio 2012. Peccato, però, che Roccasecca paghi una delle tasse più alte sulla raccolta dei rifiuti di tutto il territorio, aumentata di recente con la scusa dell’avvio della raccolta differenziata, di cui ad oggi non si ha notizia. Aggiungo che l’aumento minimo è del 50% rispetto al 2010, in alcuni casi anche del 400%.
A fronte di questo aumento ingiustificato, i cittadini non solo non usufruiscono della raccolta differenziata, ma hanno una città sporca, con cassonetti sempre stracolmi e, soprattutto nel fine settimana, straripanti sulla strada.


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Cassonetti dei rifiuti nel fine settimana


Che dire delle strade comunali, poi? Molte versano in condizioni pessime, piene di buche, con serio rischio per gli automobilisti.

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Via Volturno

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Frana nei pressi dell’edificio scolastico di via Roma

 

 
Ancora, c’era una volta un Castello, quello dei Conti D’Aquino, con un parco archeologico. C’era una volta sì, perché ora, purtroppo, non c’è più. O meglio, è chiuso al pubblico, non visitabile, degradato, con le passerelle in legno, figlie di un nefasto progetto di valorizzazione, ormai in disuso, bruciate dagli incendi e dall’incuria dei governanti. Stesso discorso dicasi per il tragitto che conduce all’eremo di San Michele Arcangelo, intransitabile.

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Accesso al parco con cartello deformato

 

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Cancello chiuso all’entrata del Castello dei Conti D’Aquino


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Chiosco in stato di abbandono

 

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Interno del parco con le erbacce

Il patrimonio storico architettonico, che avrebbe potuto rappresentare un ottimo strumento di sviluppo, poco interessa a questa giunta. Basti citare anche gli inutilizzati e ormai degradati palazzi storici: Palazzo Paolozzi, Ricovero Castiglia, così come la casa di San Tommaso. Ricordo che tali strutture sono state oggetto di interventi di riqualificazione con denaro pubblico ottenuto durante il mio mandato da sindaco.
E il campo sportivo di via Roma, dipinto come un vanto dell’amministrazione Giorgio? Ancora chiuso dopo un anno dalla fine dei lavori. Così come chiusa è la piscina comunale e la palestra delle scuole medie del Centro, strutture da me volute e realizzate da Sindaco della Città.

 

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Palestra comunale inagibile

 

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Campo di via Roma, chiuso


E il cimitero, in cui i le bare dei morti sono lasciate in misero stato di abbandono, tanto da far intervenire le autorità militari a sequestrare l’area? Un fatto che si commenta da sé.
Un discorso a parte meritano i lavori mai conclusi, iniziati durante la stagione di false promesse elettorali. In particolare il tragitto che da Corso San Tommaso al Castello, conduce alla parte alta, la cosiddetta “Stretta”. Avviato lo scorso anno e rimasto al palo.

 

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Lavori mai terminati in Frazione Castello, zona La Stretta

 

Stesso dicasi per i pali della luce pendenti o di cui resta solo la buca: anch’essi pali acchiappavoti.

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Buche per i pali elettorali, senza palo

 


Ecco, questo è un quadro sommario dello stato vegetativo in cui giace il paese. A cui si aggiunge l’azione di anestetizzazione delle coscienze perpetuata con scientifica azione da questa amministrazione. Nessuna critica può rivolgersi all’esecutivo, pena la messa all’indice, la ritorsione.
Ogni libera coscienza, però, non può che dissentire dall’immagine di limpidezza che si vuol far apparire.
Concludo questo mio breve intervento rimarcando l’assoluta non corrispondenza con la realtà di quell’euforico ottimismo di stampo leibniziano, che purtroppo trasuda dalle dichiarazioni dei membri della maggioranza.
Noi che qui viviamo, suggeriamo di sostituire a Leibniz un filosofo meno ottimista: quel concreto illuminista di Voltaire: “che non tutto vada per il meglio è la nostra certezza, che tutto possa andare per il meglio, la nostra speranza”.
Ma non certo con questa Amministrazione.


Antonio Abbate


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Antonio Abbate

sito web ufficiale    tel. 335 622 6601    email antonioabbate@libero.it 
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