Roccasecca si adegui alla battaglia dei sindaci contro Equitalia

Antonio Abbate invita il sindaco a gestire in proprio la riscossione dei tributi per non vessare i cittadini

roccasecca

“Nella rassegna stampa odierna spicca la notizia dello sciopero delle imposte. Non la populista e demagogica, illegale e non applicabile, idea di non pagare le tasse, ma di farlo in maniera legittima e non attraverso sistemi e metodi da inquisizione.
Mi riferisco alla notizia secondo la quale molti sindaci si stanno schierando contro Equitalia. La società guidata da Befera applica interessi e more che gravano sui contribuenti. In più, sono emersi diversi casi di corruzione e conflitti di interesse nella riscossione dei crediti. Per questo, dal Nordest alla Sardegna, i sindaci sono partiti alla riscossa e hanno licenziato gli esattori preferendo riscuotere in proprio. In questo modo diminuiscono le spese per municipi e cittadini.
Visto che la questione Equitalia, con cartelle esattoriali che portano la gente sino al suicidio per quanto sono stringenti e vessatorie le modalità di riscossione della società dell’Agenzia delle Entrate, non riguarda solo queste aree ma l’intero territorio nazionale, anche per la città di Roccasecca si impone una scelta: il sindaco Giorgio decida di abbandonare Equitalia per il servizio di riscossione e inizi a gestire in proprio la riscossione, così da evitare ai cittadini spiacenti inconvenienti.
Sarebbe un modo per venire incontro alle difficoltà che sempre maggiori fette della popolazione stanno affrontando, sarebbe un provvedimento sociale, se per sociale si intende l’adozione di accorgimenti che favoriscano il perseguimento del bene comune e non lo spicciolo clientelismo.
Ma è capace il Comune di Roccasecca di ragionare in questo senso?
Stando agli ultimi provvedimenti, in particolare l’aumento stratosferico della Tarsu senza dare in cambio i servizi promessi, è stato fatto l’esatto contrario: sono stati spaventati i cittadini proprio con il fantasma delle cartelle Equitalia., anche se il coraggioso popolo rocca seccano li ha sconfessati non pagando l’iniqua gabella in attesa del ricorso al Tar.
Mi auguro che questa provocazione, se sono capaci di coglierla, desti dal sonno della ragione gli inquilini di Palazzo Boncompagni. Un sonno che purtroppo non riguarda solo l’aspetto tributario, ma l’intera gestione della nostra città”.

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Antonio Abbate

sito web ufficiale    tel. 335 622 6601    email antonioabbate@libero.it 
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